urza.indivia.net: il serio e il faceto
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Le cartoline da Roma sono finalmente arrivate.

In una si vedono i fori imperiali con le prime luci dell’alba, fotografati da un Urza distrutto dalle sette ore di viaggio notturno su I/C: scendendo dal treno l’ha colpito l’aria umida, quasi di mare, e il caldo. La prima sensazione di Roma è stata olfattifera: le città, e i posti, hanno odori diversi.

Nella seconda la colonna di Traiano al tramonto: con la pancia piena di focaccia ripiena al cacio e alla cicoria, la sigaretta sempre accesa per vincere il sonno e la stanchezza e la felicità di essere, finalmente, a Roma. /a’r:oma/

Un’altra, un po’ turistica, la perfetta magnificenza del colonnato di Bernini: il nostro non ha potuto fotografare il gusto di una coda alla vaccinara e di un rosso dei Castelli. E, quasi per religioso rispetto, non ha fotografato le vie del quartiere San Lorenzo, dove ha abitato quattro giorni, dietro la sede di Radio Onda Rossa: nemmeno un ritratto del barbiere di San Lorenzo, che sostiene che il pizzetto è da carabinieri e ti fa la barba, a secco, per /’du/ euro; nemmeno un close-up del caffé fatto con la crema di caffé del bar c’era una volta il caffé: l’anafora di caffé, nella frase precedente, vuole render ragione della bontà della bevanda di qui sopra.

Ma ha fotografato il Tiberis, quasi commosso, insultato (e fotografato) le spoglie mortali del nemico di Dante (porello): oltre ad un asino che vola e al negozio del marmolaro.

Tutto qui.

Grazie a Fabio e alle Ragazze che mi hanno ospitato (e che spero mi leggano): tornerò presto.

La rima del topic è della ‘rivelazione’ italiana del 2006: il rapper Fabri Fibra.

Non cercatela sul suo ultimo album: è di Mr Simpatia, il penultimo. Lo diciamo subito: Fibra spacca. Per il suo flow, per il modo di incastrare le rime, per il suo umorismo cinico. Anche le basi sono molto buone: originali, senza troppi samples da pezzi americani stracitati.

Il problema di Fibra rimano lo stesso, endemico e ciclico, dell’hip hop italiano: dieci anni fa, quando mi atteggiavo, un po’ sfigato, a b.boy, non si sentiva che ripetere ‘i testi sono troppo autocelebrativi’, ‘non c’è discorso sulla realtà sociale’, ’siamo troppo west coast’. E in effetti, anche negli ultimi album di Fibra, una sana dose di omofobia e maschilismo è mescolata al ‘maledettismo’ che rende così singolare il nostro.

Le rime di Fibra sono le ultime note lasciate da un suicida, sono i cattivi pensieri che ti assalgono alle sei e mezza del mattino, sono le paturnie adolescenziali che anche un ‘maturo’ trentenne continua a portarsi dentro. Viene il dubbio che si tratti di un poser, di uno che fa per finta e che piglia per il culo. Può darsi.

Si può anche tentare di interpretarlo come un moralista che non sopporta più certi tipi di equazioni, tipo ‘mi faccio un casino di ragazze/i’ dunque ’sono un figo/a’; faccio sesso con chiunque, dunque spacco e tutte le menate post sessantottine e pseudolibertarie riciclate per giustificare stili di vita vuoti. Potrebbe andarci bene in quel caso, nonostante la sua critica verso la presunta e spacciata ‘libertà sessuale’ sia univoca e colpisca solo il gentil sesso. E allora non ci va bene, dacché i discorsi maschilisti noi proprio non li digeriamo.

Oppure, come dice egli stesso è: ‘completamente impazzito / ho parlato col demonio in maschera e non mi ha capito’.

Tuttavia, come accennavo prima, quello che rimane è un rapper con la stoffa di Bassi Maestro e pochi altri, chiuso nel suo ‘psicodramma’ (parole sue) e ‘cacciato da ogni centro sociale / perché non esprimo idee politiche e varie’.

Meglio il rap delle posse, degli Assalti frontali et cetera? Io continuo a rimpiangere i Sangue Misto: l’altro giorno su blackout hanno passato ’straniero nella mia nazione’ e avevo le lacrime agli occhi.

Il primo post dell’anno lo scrivo su di me, così sapete che cosa faccio, oltre a coltivare improbabili piante sul balcone e riempire flickr.com con le loro foto.

Tra due settimane, finalmente vedrò Roma (vedi post relativo). Poi, forse, scenderò giù a Napoli, città dalla quale, non so nemmeno io perché, sono fortemente attratto.

Nel febbraio di quest’anno mi laurererò (verosimilmente) in Lettere: laurea triennale, eh!, con una tesi(na) che si chiama ‘Analisi linguistico-filologica del passo Mt. 9.1-10 della Bibbia gotica’. Disciplina: filologia germanica. Non sono cattolico, è che in gotico hanno tradotto solo la Bibbia. Comunque: ‘il gotico è una lingua germanica orientale antica’, prozia del tedesco e dell’inglese. Poi vi pubblico il pdf (chissenefrega? beh!).

Robaccia da linguisti (storici).

Intanto continuerò a guadagnarmi (da vivere? le serate? i pezzi per il pc? i regali per la mia ragazza.) lavorando come ‘collaboratore occasionale’ e svolgendo ‘mansioni tecnico-informatiche’.

Rifarò la grafica a questo blog. Prometterò di scrivere meglio in inglese, dacché mi hanno già informato che scrivo ‘decisamente meglio in italiano’.

Forse riprenderò a scrivere novelle.

Ma quanti buoni propositi ! Buon anno.