urza.indivia.net: il serio e il faceto
Welcome at » 2007 » March

Sono un paio di settimane che ho come avatar di msn la facciona di Fabrizio Corona: puro gusto del trash, prima avevo Lele Mora. Ed è da un po’ di tempo che ho preso come parte della mia personale ‘morale’ (oddio) una frase che ebbe a dirmi una volta la mia relatrice: “Vede, urza, io credo che la gente sia libera di fare cosa le pare”.

Ovviamente non ha detto ‘urza’ e ovviamente la frase era formulata in modo meno banale, ma il succo è quello: mi diede questo responso quando la interrogai sulla sua scarsa simpatia per la gente che fuma.

“Vede, urza, io credo che la gente sia libera di fare cosa le pare”.

Anche fermare la propria auto per caricare un transessuale, anche andare a cena in un locale dove vanno i propri avversari politici. Anche se si è un personaggio pubblico, portavoce di un governo che traballa.

Quello che veramente mi sconvolge è leggere sui principali quotidiani le corna vere o presunte dell’ex premier, conoscere le serate mondane di Bertinotti in compagnia della Marini, leggere nei minimi dettagli l’ennesimo omicidio tra vicini di casa: l’informazione trasformata nel gazzettino delle portinaie.

Mastella e il garante della privacy Pizzetti propongono pene dure per chi ‘fa notizia’ sugli scandali sessuali dei personaggi pubblici: Pizzetti, in quanto ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Torino, farebbe bene a ricordare anche i personaggi ‘non pubblici’. Quelli i cui nomi vengono sbattuti in prima pagina, lasciati alla mercè di un’opinione pubblica forcaiola e voyeristica, solo perché ’sospettati’ di reati che nella maggior parte dei casi la Giustizia stessa non ha ancora nemmeno esaminato.

Con un imbarazzante dose di ingerenza in fatti ‘interni’, i governi dei paesi alleati condannano le modalità di rilascio del giornalista Mastrogiacomo. Probabilmente avrebbero dovuto lasciarlo massacrare, immolando anche lui alla causa afghana.

O, chiosando la vignetta di ellekappa, far fuori anche lui ad un checkpoint col fuoco amico.

Comunque stiano le cose, nessuno può davvero più affermare che in Afghanistan siamo in missione di pace: uno scambio di ostaggi, un soldato ferito sono fatti ‘di guerra’ non di ‘pace’. L’intermediario privilegiato è stato come al solito Emergency: se lo Stato italiano potesse qualcosa in quelle zone, certo non avrebbe bisogno dell’organizzazione di Gino Strada.

Ma, cosa davvero buffa, i governi in Italia cadono per scelte che dovrebbero essere naturali per qualsiasi persona che si definisca più a sinistra del centro: evidentemente, e ne avremo conferma martedì prossimo 27 marzo, non è così.