La giusta distanza è quella che deve tenere un buon giornalista per raccontare con la dovuta dose di cinismo i fatti di cronaca. Ora, se il film ci avesse presentato la formazione di un giovane giornalista di provincia, senza indugiare troppo su personaggi troppo macchiettistici e caricaturali, sarebbe stato una piccola sorpresa. Purtroppo però il piccolo imprenditore di provincia si sceglie la moglie (romena) su cataloghi on-line, c’è uno (o più di uno) scemo del paese e soprattutto ci sono i due protagonisti: la bella e ingenua maestrina toscana che regala sorrisi a tutto il paese, ignara degli sguardi d’odio delle comari, e l’affascinante meccanico tunisino. Non si vuole insinuare che il film sia buonista nel presentare la storia d’amore tra due stranieri (la toscana e il tunisino) in uno sperduto paese del nord-est veneto e neppure che, una volta uccisa lei nell’ultima mezz’ora del film, il ragazzino giornalista perda la ‘giusta distanza’ e decida di cercare di scagionare l’immigrato accusato di omicidio.
Semplicemente, come si diceva all’inizio, il film poteva essere meno ‘caricaturato’ e manicheo: fortunatamente non ci sono le fiaccolate leghiste e il maiale-day, ma del resto siamo molto vicini alla Romagna felliniana. E sono numerosi gli echi felliniani che si raccolgono durante la visione: uno su tutti la splendida scena di un barcone che si allontana sul Po tra gli sguardi attoniti degli astanti, con unico passeggero la vecchia e matta maestra del paese.
Molto bravo Natalino Balasso: non del tutto convincente la bella (ma un po’ patita) Valentina Lodovini già diretta dalla Comencini. Leggo in giro di ’sfortunati ruoli macchietta’ (mymovies.it) per Battiston e Bentivoglio.
Questa sera ‘voyager’, un programma della rai, raccontava la storia di John Titor presunto viaggiatore del tempo i cui post su un forum internet apparvero nel 2001: il tizio (verosimilmente un nerd) si spacciava per cittadino del 2036 in missione nel tempo per recuperare un computer portatile dell’ibm.
Ovviamente di tutto questo non mi frega granché. ma sono certo che scrivendo questo post moltiplicherò le visite al mio blog.
Eh eh.
Giusto ieri parlavo con hs1 del fatto che windows xp utilizza diverso codice proveniente da freebsd (e da altri *bsd) soprattutto per quanto riguarda la gestione dello stack tcp/ip.
Oggi, mentre cercavo tutt’altro, sono capitato sulla pagina di un professore di informatica pisano che scrive le seguenti cose:
Why I had to change my email address ?Some viruses fetch email addresses from the file system, and use them as fake source or destination addresses for sending the emails used to replicate themselves.
My email address happens to be in the RELNOTES.HTM file which is part of the Windows XP distribution, because of some software that i wrote and that apparently Microsoft used.
Ovvero che ‘alcuni virus cercano indirizzi email nel file system’ e che l’indirizzo del professore ‘compariva nel file RELNOTES.HTM, che è parte di windows xp’ perché egli ‘ha scritto parte del software che Microsoft ha usato’. Il professore si è trovato, ad agosto del 2003, a ricevere decine di migliaia di mail al giorno!
A chi sta troppo attaccato ad uno schermo, ad una tastiera, ad un terminale (ma anche a chi, un po’ fricchettone, vuole ‘evadere’), dedico questo testo di Schneider TM, dj berlinese di elettronica. ‘beware of the matrix and keep a warm heart inside’.
reality check
it’s getting harder to find out
who you work for
and western fusion is about
a tree is a forest
like the one from the cure
there’s no way out
we’re out of the green and into the black
there’s no fuckin’ doubt
beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump of the train
it’s still a long way to ride
second verse to the sky
and everything’s allright
there’s a bad moon rising
the belly’s fat, can’t feel sad
back on the track of expectation-overload
one step back is one ahead
so we’ve been taught
by every leader
to make it easier and to grow
got stuck in the ice-age
education over board
beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump off the train
there’s still a long way to ride
reality check
it’s getting harder to find out
who you work for
and western fusion is about
a tree is a forest
like the one from the cure
there’s no way out
we’re out of the green and into the black
there’s no fuckin’ doubt
beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump of the train
there’s still a long way to ride
Se il populismo di piazza del comico genovese non vi avesse ancora disgustato, correte a leggervi il vomitevole post sui romeni e sui presunti ’sacri confini’ dell’Italia:
http://www.beppegrillo.it/2007/10/i_confini_scons.html
Evidentemente le liste civiche che vuole proporre puzzeranno un po’ di leghismo: ma siamo sinceri, chi lo segue più? Ma vaffanculo, tanto per quotare Lui.