urza.indivia.net: il serio e il faceto
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Ormai bsd-addicted (volevo scriverlo in italiano, dato che mi sono ripromesso di usare pochi anglicismi, ma drogato di bsd suonava davvero male), girovagavo per il sito del bsdcan, la conferenza annuale di chi ha ‘a che fare’ con i sistemi derivati da bsd 4.4. Ovvero: freebsd, netbsd e openbsd, in ordine cronologico di apparizione.

Nel mio vagabondare ho trovato questo:

http://www.bsdcan.org/2007/schedule/track/Advocacy/35.en.html

il cui titolo recita: ‘Come i progetti opensource sopravvivono alle persone velenose’. Ora sostituire ‘opensource’ a qualsiasi progetto (on-line e non) a cui partecipate e ‘velenose’ con epiteti poco gradevoli e potrete utilizzare la guida di Collins-Sussman e Fitzpatrick.

Un vero e proprio distillato della migliore netiquette in 35 slide (questo come lo traduco? pellicole?) del vostro programma di presentazione preferito.
Buona lettura!

Come scrivevo nello scorso post, mi sono recentemente occupato della migrazione della rete di un’azienda da un provider all’altro, localizzando anche in loco alcuni dei servizi che erano esternalizzati.
Tra i vari servizi che dovevo migrare, c’era anche quello di posta elettronica. Prima il servizio di posta elettronica era fornito da Libero/Infostrada e gestito dai loro server, così come il dominio aziendale.

Ebbene, una volta trasferito il dominio internet da Infostrada al nuovo provider tutto è funzionato, fortunatamente, piuttosto bene: la quantità enorme di spam che arrivava mi ha confortato del mio successo.

Installando l’ottimo postgrey, qualche giorno più tardi, ho ridotto sensibilmente il volume dello spam, quasi azzerandolo. Parlando però oggi con un amico che lavora anche lui nell’azienda in questione e che si occupa di una delle caselle di posta ho scoperto che, inspiegabilmente, dello spam continua ad arrivare non già sulle caselle gestite internamente ma su quelle gestite da Infostrada e accessibili tramite una webmail.

Ora, io sono certo che qualunque server smtp, quando deve consegnare qualche e-mail diretta al server dell’azienda si rivolge al server in loco. Infatti, dando il comando:

utw@pinkpiggie:~$ host aziendaperlaqualelavoro.it

viene restituito come output:

aziendaperlaqualelavoro.it mail is handled by 10 mail.aziendaperlaqualelavoro.it

già dal primo giorno in cui è stato eseguito il trasferimento di dominio.

Forse che i server di infostrada, che ospitano gli account di posta aziendali, raggiungibili all’indirizzo http://www.webmessenger.it, sono infestati da una qualche forma di trojan che recapita in locale tonnellate di spam?