urza.indivia.net: il serio e il faceto
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Chiudo la stagione con alcune brevi riflessioni.

Lo spam
E’ fastidioso ma non troppo: è grave quando, come mi è appena successo, ti fa cancellare anche commenti interessanti, spiritosi e divertenti come quelli del buon Anfiosso. Avete presente, su wordpress, la magica casellina che vi seleziona automaticamente tutti i commenti nella pagina per una MASS-destruction (distruzione di massa)? Ecco, l’ho cliccato. Ti prego Anfiosso e vi prego altri visitatori del sito serio e faceto, lasciatemi di nuovo i commenti. Grazie.

Letture estive
Ovviamente, quando si va in vacanza, si passa l’ultimo pomeriggio urbano in libreria a cercare qualcosa di furbo ma non troppo, di leggero ma non troppo, di avvincente ma non troppo, che possa far colpo sulla vostra vicina di ombrellone ma non troppo. Insomma, il romanzo perfetto.
Io, un po’ annoiato dai racconti di Carver e ormai abbandonata l’impresa di Manituana (non ho tempo, è troppo lungo, devo portare i figli a scuola anche se non li ho), credo metterò in valigia (la frase fatta delle vacanze per eccellenza!) l’ultimo romanzo di Brizzi. Sì, tra l’altro pare parli anche lui di guerre coloniali (ricordate l’articolo su Volto Nascosto?).
Io, di solito, leggo roba in lingua (inglese) in vacanza, ma quest’anno, non so.

La mia assenza
Non ho più scritto, sono stato molto occupato. E adesso non scriverò per almeno (almeno!) due settimane.

Ho perso tutti i commenti
Questo l’ho già scritto e ho già perorato la mia causa presso di voi. Ho perso quasi tutti i commenti (non che fossero molti) degli ultimi sei mesi. Aiuto!

Compleanno
Oggi, tra l’altro, è il mio compleanno.

Ho passato questi due giorni praticamente in casa e basta. Suona strano, almeno a me, dato che in casa non ci sto mai.

Ho guardato un po’ di canali tematici sulla cucina e sul design sul satellitare, provato cinque minuti a tradurre i detti del padri del deserto dal copto, peraltro non riuscendoci, seguito quasi in diretta il trasferimento di un dominio da un maintaner all’altro, interrogando ogni mezz’ora il whois nic italiano e controllando con host ogni quindici minuti gli ip da trasferire.

Cos’altro? Ho scritto un report (?) del duro (??) lavoro (!) di migrazione di una nota azienda di grafica del torinese (non è poi così nota) da infostrada a un provider torinese che non scrivo altrimenti fa pubblicità.

Ho scartato i regali di Natale: grazie Cristian dell’avvitatore elettrico, ora il mio kit del perfetto bricolager è al completo; ho guardato i primi sei episodi della serie giapponese d’animazione Samurai Champloo, che vi consiglio caldamente: è di pregevole fattura (a me i manga e gli anime non piacciono) ed è pure vagamente culturale. Tra l’altro, ciò mi permette di introdurre un argomento che magari svilupperò poi ovvero il fenomeno dei subber, cioè i fan che traducono gli anime prima che qualche casa di doppiaggio italiana lo faccia (e ben prima che l’anime stesso arrivi in Italia).

Il sito (anidojo) di questi subber sta qui: tra l’altro il mio amico professor Roberto mi faceva notare, qualche giorno fa, come questa interessante pratica di traduzione ‘dal basso’ sia pesantemente minacciata dalle attuali leggi sul copyright.

Senza stare a dirvi quanto sia interessante vedere come la gente tenti di tradurre dal giapponese, cercando di essere il più fedele/letterale possibile: a volte viene fuori un italiano con un sintassi un po’ nipponica. I ragazzi di anidojo, poi, hanno corredato il loro anime di interessanti didascalie: spiegano ad esempio cos’è un ronin o che cosa sono gli shogi.

Se non ci leggiamo più, un buon 2008 a tutti!

Questa sera ‘voyager’, un programma della rai, raccontava la storia di John Titor presunto viaggiatore del tempo i cui post su un forum internet apparvero nel 2001: il tizio (verosimilmente un nerd) si spacciava per cittadino del 2036 in missione nel tempo per recuperare un computer portatile dell’ibm.

Ovviamente di tutto questo non mi frega granché. ma sono certo che scrivendo questo post moltiplicherò le visite al mio blog.

Eh eh.

A chi sta troppo attaccato ad uno schermo, ad una tastiera, ad un terminale (ma anche a chi, un po’ fricchettone, vuole ‘evadere’), dedico questo testo di Schneider TM, dj berlinese di elettronica. ‘beware of the matrix and keep a warm heart inside’.

reality check
it’s getting harder to find out
who you work for
and western fusion is about
a tree is a forest
like the one from the cure
there’s no way out
we’re out of the green and into the black
there’s no fuckin’ doubt

beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump of the train
it’s still a long way to ride

second verse to the sky
and everything’s allright
there’s a bad moon rising
the belly’s fat, can’t feel sad

back on the track of expectation-overload
one step back is one ahead
so we’ve been taught
by every leader
to make it easier and to grow
got stuck in the ice-age
education over board

beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump off the train
there’s still a long way to ride

reality check
it’s getting harder to find out
who you work for
and western fusion is about
a tree is a forest
like the one from the cure
there’s no way out
we’re out of the green and into the black
there’s no fuckin’ doubt

beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump of the train
there’s still a long way to ride

E’ passato un mese dall’ultimo post e ocimum, il portatile ‘da discount’, is up and running :).

Devo dire che ho trovato freebsd molto interessante come sistema operativo: stabile, maturo, molto pulito. Purtroppo non è, a mio avviso, molto user-friendly: ma del resto, siamo qui per imparare.

Consiglio di partire da un’installazione base e poi aggiornare il tutto seguendo questa procedura (per l’update):

http://plone.gufi.org/documenti/cvsup-howto

e di riferirsi alla Bibbia di freebsd per quanto riguarda l’aggiornamento:

http://www.freebsd.org/doc/en_US.ISO8859-1/books/handbook/makeworld.html

Certo la vostra macchina compilerà per circa due giorni, ma volete mettere l’ebbrezza di essere ‘on the edge’ di Freebsd e di avere il tutto ottimizzato? Qualcuno ha detto gentoo?

Comunque sia, freebsd mi è piaciuto così tanto che ad un certo punto Tux (che troneggia sulla mia scrivania) quasi si offendeva. Da slackwarista, poi, mi sono trovato a casa con quei bei file di avvio in /etc/rc.d, in puro bsd style.

Nei prossimi giorni mi aspetta invece l’installazione di una slackware 12 su un server deputato a diventare il mio banco di prova (playground?) per i prossimi mesi: l’informazione sarebbe top-secret, ma sto lavorando parecchio su questo coppermine, un software per pubblicare immagini on-line.

Ieri ho invece assistito alla splendida esecuzione di Chiara Civello, che alla fnac di Torino presentava il suo nuovo lavoro, ‘the space between’. Chiara ha una voce molto limpida e forte, che si è fatta apprezzare completamente in acustico: si accompagnava infatti ad una chitarra o ad un pianoforte, entrambi suonati da lei. Imbarazzatissimo, le ho fatto autografare il disco, farfugliando che l’avevo scoperta ‘per caso’, perché il suo Last quarter moon era stato distribuito assieme all’Espresso. Chissà se ha gradito: la signorina, per sua stessa ammissione, non vuole fare l’Ella Fitzgerald ma semplicemente cantare jazz con voce latina in terra statutinitense. Dove, sempre secondo Chiara, non c’è la mafia dei discografici che c’è invece qui in Italia.

Questa sera è andata che hai navigato per associazioni mentali fino a ritrovare il contatto msn di un tuo vecchio compagno che non vedevi da anni… E con il quale i rapporti non erano stati semplici, chiuso com’eri nella tua presunta superiorità.

Novello Sherlock, hai rintracciato nella Rete delle reti frammenti di vita vissuta: una ragazza, un vecchio gioco di carte che lui gioca ancora e che occupava i tuoi pomeriggi da adolescente.

Hai trovato un suo profilo di myspace scritto dannatamente bene: la sua prosa asciutta ti è stata confermata dal lungo discorso che avete avuto su msn. Paziente, ha risposto alle tue incalzanti domande riannodando i fili della sua vita che a te sembrava un romanzo e di cui avevi avuto sporadiche eco in tutti questi anni.

Hai ritrovato una persona diversa da quel ragazzino burbero e introverso: ti ha fatto piacere vederlo ’sistemato’ dopo le ferite che ti ha raccontato. Assecondando il tuo voyeurismo a tratto quasi morboso hai ricostruito pezzi di un puzzle di vita vissuta.

Forse che tu abbia riacciuffato anche quel gusto di narrare che inseguivi da tempo, in una serata di giugno veramente strana?

Le cartoline da Roma sono finalmente arrivate.

In una si vedono i fori imperiali con le prime luci dell’alba, fotografati da un Urza distrutto dalle sette ore di viaggio notturno su I/C: scendendo dal treno l’ha colpito l’aria umida, quasi di mare, e il caldo. La prima sensazione di Roma è stata olfattifera: le città, e i posti, hanno odori diversi.

Nella seconda la colonna di Traiano al tramonto: con la pancia piena di focaccia ripiena al cacio e alla cicoria, la sigaretta sempre accesa per vincere il sonno e la stanchezza e la felicità di essere, finalmente, a Roma. /a’r:oma/

Un’altra, un po’ turistica, la perfetta magnificenza del colonnato di Bernini: il nostro non ha potuto fotografare il gusto di una coda alla vaccinara e di un rosso dei Castelli. E, quasi per religioso rispetto, non ha fotografato le vie del quartiere San Lorenzo, dove ha abitato quattro giorni, dietro la sede di Radio Onda Rossa: nemmeno un ritratto del barbiere di San Lorenzo, che sostiene che il pizzetto è da carabinieri e ti fa la barba, a secco, per /’du/ euro; nemmeno un close-up del caffé fatto con la crema di caffé del bar c’era una volta il caffé: l’anafora di caffé, nella frase precedente, vuole render ragione della bontà della bevanda di qui sopra.

Ma ha fotografato il Tiberis, quasi commosso, insultato (e fotografato) le spoglie mortali del nemico di Dante (porello): oltre ad un asino che vola e al negozio del marmolaro.

Tutto qui.

Grazie a Fabio e alle Ragazze che mi hanno ospitato (e che spero mi leggano): tornerò presto.

Il primo post dell’anno lo scrivo su di me, così sapete che cosa faccio, oltre a coltivare improbabili piante sul balcone e riempire flickr.com con le loro foto.

Tra due settimane, finalmente vedrò Roma (vedi post relativo). Poi, forse, scenderò giù a Napoli, città dalla quale, non so nemmeno io perché, sono fortemente attratto.

Nel febbraio di quest’anno mi laurererò (verosimilmente) in Lettere: laurea triennale, eh!, con una tesi(na) che si chiama ‘Analisi linguistico-filologica del passo Mt. 9.1-10 della Bibbia gotica’. Disciplina: filologia germanica. Non sono cattolico, è che in gotico hanno tradotto solo la Bibbia. Comunque: ‘il gotico è una lingua germanica orientale antica’, prozia del tedesco e dell’inglese. Poi vi pubblico il pdf (chissenefrega? beh!).

Robaccia da linguisti (storici).

Intanto continuerò a guadagnarmi (da vivere? le serate? i pezzi per il pc? i regali per la mia ragazza.) lavorando come ‘collaboratore occasionale’ e svolgendo ‘mansioni tecnico-informatiche’.

Rifarò la grafica a questo blog. Prometterò di scrivere meglio in inglese, dacché mi hanno già informato che scrivo ‘decisamente meglio in italiano’.

Forse riprenderò a scrivere novelle.

Ma quanti buoni propositi ! Buon anno.

Getting out from the swimming pool, I checked out the clock: I made a 45 minutes swim train and I began to think about this exact portion of our time. I realized that it fits well for almost everything: 45 minutes to be well shaved by your barber, 45 minutes to taste your favourite alcoholic drink: a strong Negroni or an expensive glass of italian wine.

Fourteen-five minutes lasts an optimum fuck: double the time with preliminaries. Fourteen-five minutes to enjoy a good and sober lunch: fourteen-five minutes to prepare it, bakering pizza and adding your favourites recipes or cook spaghetti with tomato sauce. Fourteen-five minutes should take a universitary lesson: more is boring and you lost your concentration.

45 minutes to write a nice post or good poetry: 45 minutes to read a short novel or to watch a serial-tv show.

45 minutes to know a new person and talk with him/her: never exaggerate with unknown people. 45 minutes to create your own master work, 45 minutes to listen to your favourite singer. Fourteen-five minutes to code something revolutionary.

45 minutes to get an hot shower or a bath with foam cream: 45 minutes with your idol, before realizing that he/she is just an other piece of crap. 45 minutes to get drunk or stoned.

45 minutes, remaing in silence. 45 minutes, complaining your whole life. 45 minutes, thanking God or something else you’re alive and doing well. 45 minutes to tell the others what’s wrong and what’s right.

Less than 45 minutes to write and read all those things.

Well, I’m about to write this post pretty drunk and well-eaten, if such expression exists in English.
For your information, I ate spaghetti with redhot pepper and oil, mozzarella with harings (you should give a try…) and white chocolate, and drank good beer.
It took me so long writing a post in English, but, well, finally, I did. I thought of that, as you can imagine if you read Italian, in my bed. It was yesterday: I had nice thoughts like stating that you think and evenly you write different in different languages.
It’s not common stuff, I think, well it’s boring stuff for we boring linguists. But as a linguists I must state that.
I don’t know if I’m writing in proper way: I mean with correct syntax and all that boring morphological stuff. But I guess English is a simple language, except for its impossible phonetic. I’ve been English-enthusiastic since I was a little child: at primary school they taught me French, which I can’t remember and I felt very uncomfortable about that. No, you French-readers, I’m not complaining about your language: it’s really nice and very crafted up, the most elegant romanic language you have, you french people. But I prefer English: it’s not so different from Italian, even. Both indoeuropean languages, English has a lot of loans from French which makes it very simple to learn for we neolatin speakers, if you know what I mean. I learnt (or pretend to learn) English by movies and books: yes, I was in Uk two times and in Ireland once, but I think my poor English came from those things. Oh yes, and also from videogames and music.
Many people tends to write their blog in English, which is, I guess, the international language or whatever.
Well, I’ll write in English again when I feel it, since one of my dreams is being a polyglot and express wide range of feeling in a lot of different languages. You, Noah, learn that: languages are too complex system to express the same thing.
Anyway, I wanted to tell you about Artissima, the art fair held here in Torino. I wrote fairy, since yesterday I was annoying for a lot of time a friend of mine telling her the difference between an exhibition and a fair. People thinks that Artissima is an exhibition of contemporary art: my friend Fabio, which is an art expert, told me absolutely not. Artissima is a fair, where you can buy a lot of contemporary stuff, like Cattelan’s work for 30000 euros or Witkin’s photos for 3000 to 4500 euros, depending of the year. My friend Fabio, which I told you before, likes a little bit Witkin. He (Witkin, not my friend) likes to photograph weird/funny things like corpse, horses’ penis, naked woman with gigantic breasts and stuff like that.