urza.indivia.net: il serio e il faceto
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Ormai bsd-addicted (volevo scriverlo in italiano, dato che mi sono ripromesso di usare pochi anglicismi, ma drogato di bsd suonava davvero male), girovagavo per il sito del bsdcan, la conferenza annuale di chi ha ‘a che fare’ con i sistemi derivati da bsd 4.4. Ovvero: freebsd, netbsd e openbsd, in ordine cronologico di apparizione.

Nel mio vagabondare ho trovato questo:

http://www.bsdcan.org/2007/schedule/track/Advocacy/35.en.html

il cui titolo recita: ‘Come i progetti opensource sopravvivono alle persone velenose’. Ora sostituire ‘opensource’ a qualsiasi progetto (on-line e non) a cui partecipate e ‘velenose’ con epiteti poco gradevoli e potrete utilizzare la guida di Collins-Sussman e Fitzpatrick.

Un vero e proprio distillato della migliore netiquette in 35 slide (questo come lo traduco? pellicole?) del vostro programma di presentazione preferito.
Buona lettura!

Se il populismo di piazza del comico genovese non vi avesse ancora disgustato, correte a leggervi il vomitevole post sui romeni e sui presunti ’sacri confini’ dell’Italia:

http://www.beppegrillo.it/2007/10/i_confini_scons.html

Evidentemente le liste civiche che vuole proporre puzzeranno un po’ di leghismo: ma siamo sinceri, chi lo segue più? Ma vaffanculo, tanto per quotare Lui.

In Italia un gioco schierato contro le violenze sui minori perpetrate dai preti (e protette dalle alte gerarchie cattoliche, come ha mostrato un recente documentario inglese) diventa, misteriosamente, collegato con la pedopornografia.

Grazie a questo passepartout della repressione (si sa che la pedofilia in Italia infiamma i più), viene nel frattempo isolato (con spegnimento dei server negli Usa) il sito di noblogs.org, reo di aver ospitato un mirror con il giochino in flash.

Non posso che esprimere profondo disgusto per l’ennesima presa di posizione contro la libertà di espressione, manovrata in maniera più o meno oscura dal potere forte ecclesiastico e la mia piena solidarietà al collettivo di autistici/inventati.
Leggi i comunicati di autistici/inventati: 1 2

Sono un paio di settimane che ho come avatar di msn la facciona di Fabrizio Corona: puro gusto del trash, prima avevo Lele Mora. Ed è da un po’ di tempo che ho preso come parte della mia personale ‘morale’ (oddio) una frase che ebbe a dirmi una volta la mia relatrice: “Vede, urza, io credo che la gente sia libera di fare cosa le pare”.

Ovviamente non ha detto ‘urza’ e ovviamente la frase era formulata in modo meno banale, ma il succo è quello: mi diede questo responso quando la interrogai sulla sua scarsa simpatia per la gente che fuma.

“Vede, urza, io credo che la gente sia libera di fare cosa le pare”.

Anche fermare la propria auto per caricare un transessuale, anche andare a cena in un locale dove vanno i propri avversari politici. Anche se si è un personaggio pubblico, portavoce di un governo che traballa.

Quello che veramente mi sconvolge è leggere sui principali quotidiani le corna vere o presunte dell’ex premier, conoscere le serate mondane di Bertinotti in compagnia della Marini, leggere nei minimi dettagli l’ennesimo omicidio tra vicini di casa: l’informazione trasformata nel gazzettino delle portinaie.

Mastella e il garante della privacy Pizzetti propongono pene dure per chi ‘fa notizia’ sugli scandali sessuali dei personaggi pubblici: Pizzetti, in quanto ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Torino, farebbe bene a ricordare anche i personaggi ‘non pubblici’. Quelli i cui nomi vengono sbattuti in prima pagina, lasciati alla mercè di un’opinione pubblica forcaiola e voyeristica, solo perché ’sospettati’ di reati che nella maggior parte dei casi la Giustizia stessa non ha ancora nemmeno esaminato.

Con un imbarazzante dose di ingerenza in fatti ‘interni’, i governi dei paesi alleati condannano le modalità di rilascio del giornalista Mastrogiacomo. Probabilmente avrebbero dovuto lasciarlo massacrare, immolando anche lui alla causa afghana.

O, chiosando la vignetta di ellekappa, far fuori anche lui ad un checkpoint col fuoco amico.

Comunque stiano le cose, nessuno può davvero più affermare che in Afghanistan siamo in missione di pace: uno scambio di ostaggi, un soldato ferito sono fatti ‘di guerra’ non di ‘pace’. L’intermediario privilegiato è stato come al solito Emergency: se lo Stato italiano potesse qualcosa in quelle zone, certo non avrebbe bisogno dell’organizzazione di Gino Strada.

Ma, cosa davvero buffa, i governi in Italia cadono per scelte che dovrebbero essere naturali per qualsiasi persona che si definisca più a sinistra del centro: evidentemente, e ne avremo conferma martedì prossimo 27 marzo, non è così.

Sfogliando un manuale di geografia economica si trovano interessanti notizie.
Ad esempio, si apprende che la Paramount Pictures possedeva, fino al 1989, sotto il nome di Gulf&Western, 1100 ettari nella Repubblica Dominicana. Tutto il ciclo che va sotto il nome di ‘industria agroalimentare’, coltivazione, fornitura di concimi e macchinari, operazioni di trasformazione del prodotto, distribuzione eccetera eccetera era cioè direttamente controllato dalla nostra amata casa di produzione cinematografica. Qualcuno ricorda le polemiche legate al controllo di grandi territori dell’America Latina da parte di multinazionali statutinensi (United Fruits)? Ecco.
O che la Francia, da sola, detiene più di un decimo delle centrali nucleari del mondo (59 su 440) e che tutti i paesi che confinano con l’Italia ne hanno almeno una…

La notizia di oggi, almeno nella capitale pedemontana, è l’attentato a Torino Cronaca. In ogni edicola campeggia il faccione tumefatto di Fossati, noto editorialista vicino al fascistissimo ‘il borghese’, titolo perarltro ripreso dall’editoriale del quotidiano torinese.
Non sono qui per gioire: nonostante ritenga l’informazione di Torino Cronaca vera quanto un bugiardino dei medicinali, fatta di populismo e razzismo svenduto a pochi centesimi, mi sento tuttavia di condannare l”attentato’.
Primo perché chi l’ha compiuto ha solo fatto il gioco del pm di turno che gioca alla caccia all’anarchico, noto sport praticato sotto la Mole e la cui gratifica, quasi immediata, è una bella promozione sul campo.
Secondo, perché il mio spirito libertario aborre qualsiasi forma di censura o attacco all’informazione libera, per quanto falsa e bottegaia essa sia. Una bomba ad un quotidiano, nella mia personale ideologia, è un attacco vile ed inutile, pericolosamente fascista, lontanissimo dall’essere eversivo e anarchico. Per questo dubito fortemente della pista anarchica seguita dai segugi torinesi.
Il bombarolo di De Andrè avrebbe voluto colpire i centri di potere ma invece fa saltare un chiosco di giornali, metafora quanto mai reale?

…l’unico sentimento che mi sento di esprimere verso il nostro ministro degli esteri, il beniamino dei diessini doc, Massimo d’Alema. Quello che propone il nostro governo sulla questione irachena e afgana è un travaso di mezzi e uomini da uno stato all’altro. Ce ne andiamo dall’Iraq (ma a passettini e senza disturbare il grande alleato) e prepariamo la grande controffensiva afgana. E’ questa la pace del governo Prodi che dopo aver stordito rifondazione comunista con la presidenza della Camera ora agisce indisturbata nei suoi sordidi intenti. Del resto cosa aspettarsi dal grande sostenitore della guerra ‘umanitaria’, che bombardò per quaranta giorni il Kosovo nel ‘98?
Come tollerare di essere a fianco di una superpotenza che non esita a usare metodi nazisti nella sua folle guerra? Non ci ricordano forse gli eccidi nazisti i fatti di questi giorni, ventiquattro civili uccisi a sangue freddo in Iraq?
C’è un Italia che non esprime cordoglio verso i soldati che muoiono in Iraq e c’è un Italia che non dedica vittorie calcistiche ai ‘nostri cari ragazzi in Iraq’.
C’è un Italia disgustata dalla retorica patriottarda, dalle frecce tricolori, dalle parate di sapore ventenniale, dai ‘vi faccio vedere come muore un italiano’. C’è un Italia che non vuole piazze e vie dedicate ad avidi mercenari.
Cinismo? No, solo buon senso.

Sono fiero di annunciarvi che l’underscore_to aka hacklab torino sarà presente al festival delle autoproduzioni, in quel di via Cigna 211, Torino.
Banchetto con magliette, distribuzioni, sorrisi gratis e geekate varie più chiaccherata domenica 4 giugno su licenze libere, trusted computing, digital right management e controllo!
Il vostro urza vi parlerà delle licenze: già solo per questo, accorrete numerosi!

Riferimenti utili:
Radio 2000 Blackout: unica stazione radiofonica libera torinese, organizzatrice dell’evento
Sito dell’evento

Tra ex-ministri dei Beni Culturali, paciosi ragazzini candidati dai diesse, vecchie conoscenze di quando si faceva politica al liceo, lo storico Chiamparino, con cui, pur essendo di sinistra, ce l’abbiamo ben poco per la sua pulizia preolimpica a Torino, per le elezioni comunali, si nasconde (o meglio, è ben presente…) pure il candidato neofascista.
Questo signore si chiama Carlo Gariglio: presiede il partito Fascismo e Libertà (ma non era anticostituzionale un partito fascista?), sostiene che Hitler sia il primo degli europeisti, ha proposto metodi cileni per il G8 di Genova (e in questo è stato seguito…) e regala manganelli ai potenziali elettori durante la campagna elettorale.
Googlando un po’ si viene a sapere che il tizio in questione è stato ripetutamente sputtanato (e meno male) sui newsgroup di destra.
Di più, non manca del tipico senso dell’umorismo da povera vittima (sacrificale?) che lo spinge a sostituire la parola FASCISMO nel simbolo elettorale (per ovvia anticostituzionalità, appunto) con la parola CENSURATO, appellandosi poi sul suo sito alla democraticità! (un fascista!)
Credo che ogni parola sia inutile per definire questa accozzaglia di rifiuti umani che dopo sessant’anni ha ancora il coraggio di rifarsi al fascismo!
Coraggio? No, solo coglionaggine!